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Patrocinio a spese dello Stato

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COS'È

Il patrocinio a spese dello Stato è l’istituto che garantisce, a chi si trova in condizioni economiche disagiate ed ha necessità dell’assistenza di un legale per intraprendere un giudizio, che le spese del processo siano poste a carico dello Stato. Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso nell'ambito dei giudizi civili, amministrativi, contabili o tributari già pendenti ed anche nelle controversie civili, amministrative, contabili o tributarie per le quali si intende agire in giudizio. L’ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio. Per effetto dell’ammissione alcune spese sono prenotate a debito, altre sono anticipate dall’Erario.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

D.P.R. 115/02 (T.U. Delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) artt. Da 74 a 89 e da 119 a 136.

CHI PUO'RICHIEDERLO

Può chiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, in ambito civile, il cittadino italiano, il cittadino straniero regolarmente soggiornante, l’apolide, gli enti e le associazioni che non perseguono fini di lucro e non esercitano attività economiche. Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a € 11.734,93. Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante. Si tiene conto soltanto del reddito del richiedente nelle cause che hanno per oggetto diritti della personalità o nelle cause in cui gli interessi dello stesso sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare (conviventi).

DOVE SI RICHIEDE

presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.

COSA OCCORRE

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato occorre presentare domanda al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo in cui ha sede il giudice davanti al quale pende il processo, o il giudice davanti al quale sarà introdotto il giudizio; se il processo pende dinanzi la Corte di Cassazione la domanda deve essere presentata al Consiglio dell’ordine degli Avvocati del luogo in cui ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. Il Consiglio dell’Ordine, valutata la fondatezza della domanda, emette un provvedimento di accoglimento, di rigetto o di inammissibilità; in caso di accoglimento trasmette copia del provvedimento all’interessato, al giudice competente ed all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate per la verifica sui redditi dichiarati.

COSTI

La richiesta non comporta alcun costo.

COS'E' IL GRATUITO PATROCINIO

Al fine di essere rappresentata in giudizio nell'ambito di un procedimento penale, sia per agire, che per difendersi, la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello stato, purché le sue pretese non risultino manifestatamente infondate.

CHI PUO' ESSERE AMMESSO

Per essere ammesso al patrocinio a spese dello stato in ambito penale è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 12.838,01. Se l'interessato convive con il coniuge o altri familiari, il reddito, ai fini della concessione del beneficio, è costituito dalla somma dei redditi di tutti i componenti della famiglia. Solo nell'ambito penale il limite di reddito è elevato a euro 1.032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

Si tiene conto solo del reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.

Possono richiede l'ammissione al patrocinio a spese dello stato:

  • i cittadini italiani;
  • gli stranieri e gli apolidi residenti nello stato;
  • l'indagato, l'imputato, il condannato, l'offeso del reato, il danneggiato che intendono costituirsi parte civile, il responsabile civile o civilmente obbligato per l'ammenda;
  • colui che (offeso del reato – danneggiato) intenda esercitare azione civile per risarcimento del danno o restituzioni derivanti da reato.

VALIDITA' DELL'AMMISSIONE

L'ammissione è valida per ogni grado e per ogni fase del processo e per tutte le eventuali procedure, derivate ed incidentali, comunque connesse.

Nella fase di esecuzione, nel procedimento di revisione, nei processi di revocazione e opposizione di terzo, nei processi relativi all'applicazione di misure di sicurezza o di prevenzione o per quelli di competenza del tribunale di Sorveglianza (sempre che l'interessato possa o debba essere assistito da un difensore) occorre presentare autonoma richiesta di ammissione al beneficio.

Nei procedimenti civili per il risarcimento del danno o restituzioni derivanti da reato, (quando le ragioni non risultino manifestatamente infondate) l'ammissione al patrocinio a spese dello stato ha effetti per tutti i gradi di giurisdizione.

ESCLUSIONE DEL PATROCINIO IN AMBITO PENALE

Il patrocinio a spese dello stato è escluso:

  • nei procedimenti penali per  reati di evasione in materia di imposte;
  • se il richiedente è assistito da più  di un difensore (è ammesso, invece, nei procedimenti relativi a contravvenzioni);
  • per i condannati con sentenza definitiva per i reati di associazione mafiosa, e connessi al traffico di tabacchi e agli stupefacenti (modifiche apportate  dalla legge 24 luglio 2008, n. 125

DOVE SI PRESENTA LA RICHIESTA

La domanda di ammissione in ambito penale si presenta presso l'ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo e quindi:

  • alla cancelleria del GIP se il procedimento è nella fase delle indagini preliminari
  • alla cancelleria del giudice che procede, se il procedimento è nella fase successiva;
  • alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, se il procedimento è davanti alla Corte di Cassazione.

COME SI PRESENTA LA RICHIESTA

La domanda dovrà essere presentata:

  • personalmente dall'interessato   il quale dovrà apporre la sottoscrizione direttamente in presenza del cancelliere ovvero potrà depositarla già sottoscritta, con allegata fotocopia del documento d'identità in corso di validità (ai sensi dell'art. 38 comma 2 d.p.r. 445/2000 richiamato dall'art. 78 del d.p.r. 115/2002);
  • dal difensore , che dovrà autenticare la firma di chi la sottoscrive nonché indicare in modo chiaro ed univoco la domiciliazione.

La presentazione dell'istanza può avvenire attraverso i seguenti canali:

  • a mezzo raccomandata A/R
  • tramite PEC : alla pec istituzionale depositoattipenali.tribunale.ferrara@giustiziacert.it;
  • mediante deposito presso la cancelleria corredata dei necessari allegati, di seguito elencati analiticamente.

La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:

  • la richiesta di ammissione al patrocinio;
  • l'indicazione del processo cui si fa riferimento ai fini dell'ammissione al beneficio
  • le generalità anagrafiche e il codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;
  • l'attestazione dei redditi precepiti l'anno precedente alla domanda (autocertificazione), tenuto conto che non fa fede il reddito risultante dall'attestazione ISEE;
  • l'impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell'ammissione al beneficio.

Se il richiedente è detenuto la domanda può essere presentata al direttore dell'istituto carcerario che ne cura la trasmissione al magistrato che procede.

Se il richiedente è agli arresti domiciliari o sottoposto a misura di sicurezza la domanda può essere presentata ad un ufficiale di polizia giudiziaria che ne cura la trasmissione al magistrato che procede.

Se il richiedente è  straniero (extracomunitario) l'istanza deve essere corredata dalla certificazione dell'autorità consolare competente, relativa ai redditi prodotti all'estero di cui all'art. 79 comma 2 D.P.R. n. 115/2002, che attesti la verità di quanto dichiarato nella domanda oppure dalla richiesta di rilascio di certificazione relativa ai redditi prodotti all'estero di cui all'art. 79 comma 2 D.P.R. n. 115/2002, rimasta inevasa nel termine di 30 giorni e sostituita ex art. 94 comma 2 D.P.R. n. 115/2002 da autocertificazione  attestante l'assenza di redditi all'estero.

Se il richiedente è straniero ed è detenuto, internato per esecuzione di misura di sicurezza, in stato  di arresto o di detenzione  domicilare, la certificazione consolare  può essere prodotta entro venti giorni dalla data di presentazione dell'istanza, dal difensore o da un componente della famiglia dell'interessato (oppure può essere sostituita da autocertificazione).In caso di  reddito zero, l'istanza deve essere corredalle primarie esigenze di vita.

L'assenza dta della documentazione riguardante le modalità attraverso le quali il richiedente riesce a far fronte ai condizioni ostative ai sensi dell'art. 76 comma  4 bis (condanne per i reati di cui agli articoli 416 bis c.p., 291 quater del TU di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, 73, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'art. 80, e 74 comma 1 del TU di cui al Decreto del Presidente della Repubblica  9 ottobre 1990, n. 309, nonché per  per i reati commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416 bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo e 91 del D.P.R. n. 115/2002 (condanne relative a  reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell'evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto o se il richiedente è assistito da più di un difensore.

DECISIONE DEL GIUDICE

Entro 10 giorni, da quando è stata presentata la domanda o da quando è pervenuta, il giudice competente verifica l'ammissibilità della domanda e può decidere in uno dei seguenti modi:

  • può dichiarare l'istanza inammissibile;
  • può accogliere l'istanza
  • può respingere l'istanza

Sulla domanda il giudice decide con decreto motivato che viene depositato in cancelleria.  Del deposito viene dato avviso all'interessato. Se detenuto, il decreto gli viene notificato. In ogni caso, copia della domanda e del decreto che decide sull'ammissione del beneficio sono trasmesse all'Ufficio delle Entrate territorialmente competente per la verifica dei redditi dichiarati.

COSA PRODUCE L'ACCOGLIMENTO DELL'ISTANZA

L'interessato può scegliere un difensore di fiducia tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello stato tenuti presso il Consiglio dell'Ordine del distretto della competente corte di appello e, nei casi previsti dalla legge, può nominare un consulente tecnico e un investigatore privato autorizzato.

COSA SI PUO' FARE SE LA DOMANDA VIENE RIGETTATA

Contro il provvedimento di rigetto, l'interessato può presentare ricorso al Presidente del Tribunale o della Corte d'Appello entro 20 giorni dal momento in cui ne è venuto a conoscenza. Il ricorso è notificato all'Ufficio delle Entrate. In particolare, in caso di rigetto l'interessato o il difensore possono formulare opposizione (entro 20 giorni dalla notificazione) presso la cancelleria del Contenzioso Civile che effettuata la registrazione, riscuote i diritti dovuti (contributo unificato secondo gli scaglioni di legge e marca da bollo di euro 27) per legge, trasmette l'opposizione al Presidente il quale decide con provvedimento che verrà poi comunicato alle parti.

L'ordinanza che decide sul ricorso è notificata entro 10 giorni all'interessato e all'Ufficio delle Entrate che, nei 20 giorni successivi, possono proporre ricorso in Cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato.

NORMATIVA

Riferimenti normativi: D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, articoli dal 74 al 141 (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2002/06/15/002G0139/sg).

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